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Addio a Frank Stella, un quadro da Peggy Guggenhe per ricordarlo

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L’artista minimalista americano morto a 88 anni,

Venezia, 6 mag. (askanews) – Frank Stella, uno dei grandi nomi del minimalismo pittorico americano, è morto a quasi 88 anni di età. Per ricordarlo ripubblichiamo un servizio dedicato a uno dei suoi dipinti più famosi, conservato alla Collezione Peggy Guggenheim.Venezia è una città fatta di percorsi individuali che si stratificano, diventando poi una trama infinita di spazio e suggestioni. Uno di questi percorsi, tra le migliaia, porta alla Collezione Peggy Guggenheim, a Dorsoduro, e, all’interno del museo che ospita una quantità impressionante di capolavori, si spinge un po’ oltre, in un corridoio quasi ai margini della narrazione, per trovare il proprio punto d’arrivo: il dipinto “Miscuglio di grigio” di Frank Stella. Quello che ci piace chiamare il più bel quadro moderno della città lagunare.Realizzato dal pittore americano tra il 1968 e il 1969, si inserisce nella reazione minimalista al gesto dell’espressionismo astratto. La tela, un quadrato di 175,3 cm di lato, ospita altri undici quadrati concentrici, che creano sezioni la cui larghezza corrisponde esattamente alla larghezza del pennello di Stella. Nessuna interpretazione, nessun gesto, solo pittura. “Quello che vedi è quello che c’è”, dice l’artista. Niente di più.Viene in mente Samuel Beckett e il suo non esserci nulla da esprimere e comunque nessuno strumento per esprimerlo. Restano la negazione e le parole. E come Ad Reinhardt con i black painting, così Stella, con le sue strisce di colore, nega le sovrastrutture dei linguaggi artistici. E le parole dello scrittore irlandese, ridotte all’osso, diventano pittura pura, pittura al grado zero, quello originale. Così il percorso prende senso; sembra offrire una possibile risposta alla domanda dell’ultimo Beckett: qual è la parola. In questo caso la parola sono le bande di colore di Frank Stella, che con un preciso ordine cromatico ci offrono la realtà di ciò che possiamo vedere, esattamente per quella che è. Pittura (come anche Francis Bacon amava intitolare i suoi dipinti).E intanto la collezione Guggenheim, e poi tutta Venezia, continuano fuori a costruire i loro misteri e le infinite possibili traiettorie di scoperta e rivelazione.(Leonardo Merlini)

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