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Auto: crescono ibride e noleggio, cala diesel. Ma CO2 in aumento

AttualitàAuto: crescono ibride e noleggio, cala diesel. Ma CO2 in aumento

Aniasa e Bain: in arrivo brand cinesi, quota 7% in Ue al 2030
Milano, 9 mag. (askanews) – Cresce al 42% la quota di auto ibride (bev al 3%) nel mercato italiano nel 2023 e aumenta fra i consumatori la preferenza per il benzina a scapito del diesel, ma crescono anche le emissioni a causa delle minori rottamazioni (-1,2 mln di radiazioni rispetto al picco del 2006). Il canale del noleggio raggiunge un nuovo record storico, avvicinandosi ai livelli degli altri Paesi d’Europa. L’arrivo dei marchi cinesi sul mercato europeo potrebbe rappresentare un’ulteriore incognita, con una quota di mercato prevista del 7% entro il 2030, a potenziale discapito soprattutto di Paesi come l’Italia, il Regno Unito e la Francia (importatori netti di auto). Emerge dello studio condotto da Aniasa e Bain & Company sulla mobilità degli italiani.
Tuttavia il ritardo nell’implementazione degli incentivi del Governo ha impattato sulle vendite di veicoli elettrificati nel primo trimestre 2024, con una concentrazione maggiore nel Centro Italia (che supera il Sud sia sulle elettriche, che sulle ibride plug-in) rispetto al Nord. A trainare la crescita delle alimentazioni sostenibili è il noleggio che vale il 30% del mercato.
In crescita le vendite di vetture a km0 con una quota superiore al 10% a fine 2023: segno che la domanda è tornata ad essere inferiore all’offerta, con possibili ricadute sui prezzi.   Guardando al mercato globale emerge la profonda trasformazione in corso nel settore. Nel 2019, il 42% delle auto vendute in Cina apparteneva a marchi europei, mentre solo il 27% era di brand locali. Nel 2023, la situazione è cambiata radicalmente: il 32% delle auto vendute in Cina apparteneva a marchi europei, mentre ben il 43% proveniva da brand locali. Brand che ora sono in procinto di sbarcare in Europa e che entro il 2030 si prevede avranno una quota di mercato di almeno il 7%, con un impatto significativo su Paesi importatori come l’Italia, il Regno Unito e la Francia. Oggi la quota di auto cinesi in Europa è pari a circa il 3% con circa 200mila unità vendute, ma la Cina ne ha esportate 500mila, la differenza è ferma nei porti europei in attesa di essere venduta. Nel 2023 In Italia cresce dal 17% al 25% la percentuale di potenziali clienti italiani interessati ad acquistare auto cinesi per l’aumento della qualità percepita.
“In questo contesto, l’emergere di nuovi attori nel mercato automobilistico globale invita all’attenzione l’Europa, Italia compresa, ma presenta anche opportunità di collaborazione e innovazione. Tuttavia, le normative sempre più rigorose, specialmente sulle emissioni, richiedono un’adeguata preparazione e investimenti da parte delle case automobilistiche europee. È importante tenere conto seriamente delle preferenze dei consumatori e adattarsi ai cambiamenti nelle loro abitudini di acquisto per tutelare la competitività nel mercato globale, mantenendo l’attenzione sulla sostenibilità ambientale del settore, ma anche su quella economica”, ha affermato Gianluca Di Loreto, partner e responsabile automotive Italia di Bain & Company.  

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