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Caso Roggero, il ministro Nordio ha avviato l’istruttoria per la grazia

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di Ugo Cataluddi, Antonio Bravetti ed Emanuele Nuccitelli

ROMA – Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia in favore di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo una rapina nel suo negozio e condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di detenzione. Lo fa sapere il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni.

IL CENTRODESTRA AVEVA LANCIATO UNA PETIZIONE

I capigruppo alla Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier, Forza Italia – Berlusconi Presidente – PPE e Noi moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – Maie – Centro popolare e quelli al Senato della Repubblica di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione, Forza Italia – Berlusconi Presidente PPE e Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare avevano avviato già stamane la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, finalizzata a richiedere al Ministero di Grazia e Giustizia la grazia a Mario Roggero.

“Riteniamo che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto”, si legge.

SALVINI: TUTTO CENTRODESTRA CHIEDA GRAZIA

Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, questa mattina – a tal proposito – era nuovamente intervenuto sul caso: “Conto che la giustizia sia la giustizia con la G Maiuscola, non come quella che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia dai rapinatori. Quella per me non è giustizia, e conto che l’intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero, perché dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto”.

CROSETTO: “QUANTO ACCADUTO È INGIUSTO, INCOMPRENSIBILE, DIFFICILE DA ACCETTARE”

“Mario Roggero è in carcere. È stata applicata la legge? Probabilmente si. È giusto? Per me no”, ha commentato su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. “La legge non è e non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato ad analizzare i fatti nella loro totalità, a tenere conto di tutto, anche ciò che non è previsto sia da considerare. È la giurisprudenza, cioè la facoltà dei magistrati di poter interpretare la legge, magari al punto di innovarla. Ci hanno abituato da anni ad una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle. È stata una pratica molto in voga per portare avanti battaglie ideologiche o contro alcuni ‘nemici’. È una pratica che ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, Carabinieri, Poliziotti. Per questo secondo me ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”, ha concluso il ministro.

CIRIO CHIEDE LA GRAZIA IN CONSIGLIO REGIONALE

ll presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato un ordine del giorno in consiglio regionale a sostegno del riconoscimento della grazia per Mario Roggero: “Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia. Non voglio entrare nel merito giuridico della sentenza perché ho massimo rispetto della magistratura che ha il compito di applicare le leggi. Credo però sia corretto e doveroso appellarsi all’istituto della grazia che è sancita dalla Costituzione e rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la compresione umana delle istituzioni. È un atto di perdono istituzionale da parte del massimo garante della Costituzione, ovvero il Presidente della Repubblica, per chi può aver sbagliato, ma ha certamente agito sotto l’effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo e a difesa della sua famiglia. Questo è il caso di Mario Roggero”.
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