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Colesterolo cattivo, da uno studio nuovi aiuti per la prevenzione

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Insieme allo stile di vita, un nuovo prodotto migliora i valori

Milano, 22 dic. (askanews) – Un nuovo prodotto che agisce sul metabolismo del colesterolo può rivelarsi uno strumento utile per attuare, in combinazione con la dieta e l’attività fisica, un intervento di prevenzione primaria in persone che presentano un aumento lieve o moderato dei livelli di colesterolo. È quanto ha dimostrato lo studio PaLiMERiCa, presentato al congresso della Società Italiana di Cardiologia, un trial clinico monocentrico randomizzato, condotto presso il policlinico San Matteo di Pavia, in cui è stato impiegato un nuovo prodotto a base di berberina, fitosteroli, polifenoli, trigonella, cioè fieno greco, ed estratto di carciofo.”Abbiamo visto una buona riduzione, fino al 25%, di LDL colesterolo – ha spiegato il professor Giuseppe Derosa, dell’Università di Pavia – Fondazione Policlinico San Matteo, responsabile dell’area Diabete della Società Italiana di Nutraceutica – una riduzione significativa dei trigliceridi e anche una riduzione significativa sempre con una e due capsule soprattutto della glicemia, dell’insulimia, dell’indice di insulino-resistenza”.Questi risultati indicano la possibilità di rendere più efficace un intervento di prevenzione anche grazie alla disponibilità di soluzioni, in grado di migliorare il profilo metabolico di soggetti che sono persone sane, per le quali non è indicato il ricorso a un farmaco, ma in cui è comunque utile perseguire prima possibile una normalizzazione dei valori fuori target. “Le prospettive del futuro – ha aggiunto Derosa – sono sicuramente quelle di tenere in considerazione in prevenzione primaria nei soggetti per esempio che sono dislipidemici, cioè hanno colesterolo e trigliceridi alti e hanno anche una glicemia in cui non facciamo ancora diagnosi di diabete, una possibilità di trattamento, oltre alla dieta e all’attività fisica, per rallentare la progressione dell’ipercolostermia e dell’iperglicermia e anche della glicemia”.Il lavoro di ricerca, quindi, permette di ampliare le opzioni disponibili per la popolazione, per allontanare il rischio di sviluppare cronicità come l’ipercolesterolemia. “Crediamo che la prevenzione – ha detto Davide Polimeni, Chief Business Unit Officer, Primary & Specialty Care di Dompé – sia una delle aree fondamentali nei prossimi anni. Uno dei temi fondamentali sarà impegnarsi come sistema nella ricerca di un approccio che riduca il rischio e quindi abbiamo cercato di portare il nostro DNA, la nostra competenza all’interno di un’area nuova per la nostra azienda, ma nella quale crediamo molto. Perciò alimenteremo l’impegno al fine di cercare anche un costante dialogo in un’area della prevenzione primaria, ma che sia una prevenzione mediata da validazione scientifica, da un approccio e da un rigore scientifico e devo dire soprattutto da un dialogo costante con medico, farmacista e cittadino-paziente”.Con la convinzione che politiche di prevenzione, in gran parte primaria, possono contribuire a ridurre un gran numero di eventi cardiovascolari.

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