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Esofagite eosinofila, migliorano terapie ma insistere su ricerca

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Prof. Savarino: serve collaborazione pazienti-istituzioni-medici

Roma, 10 giu. (askanews) – “Maggio è stato il mese dedicato alle patologie eosinofile del tratto gastrointestinale. Una ricorrenza importante, che ricorda a tutti come queste malattie siano diventate frequenti oggi, tant’è che parliamo di un’incidenza di 5 ogni 100.000 abitanti e di una prevalenza di 40 ogni 100.000 abitanti. Sono malattie che impattano fortemente sulla qualità di vita dei soggetti che ne sono affetti, così come sulle persone che stanno accanto ai pazienti, alle madri, ai padri: figli, fratelli, sorelle, mariti e spose”. È quanto sottolinea Edoardo Savarino, professore associato presso il Dipartimento di Chirurgia, Oncologia e Gastroenterologia dell’Università degli Studi di Padova, a conclusione della campagna di sensibilizzazione portata avanti da ESEO Italia, l’Associazione di famiglie contro l’esofagite e le patologie gastrointestinali eosinofile.”È importante ricordare che molto si è fatto in ambito di ricerca negli ultimi anni, dal punto di vita della fisiopatologia, dal punto di vista della diagnosi e sicuramente della terapia. Abbiamo adesso terapie importanti, che ci permettono di controllare questa patologia in una buona percentuale dei casi, ma molto bisogna fare ancora, molto bisogna fare in termini di ricerca”, aggiunge.”Soprattutto – rimarca l’esperto – in uno spirito collaborativo che veda appunto la collaborazione di pazienti, istituzioni, medici, per lavorare tutti assieme affinché un giorno non si abbiano più queste patologie nella nostra vita”.

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