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Fascicolo Sanitario Elettronico: sfide e criticità per sistema salute

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Incontro promosso da Doctolib per fare il punto sul FSE in Italia

Roma, 30 nov. (askanews) – Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è una leva preziosa per la digitalizzazione del sistema salute. L’Italia è a buon punto, ma c’è ancora da fare e la sfida per una completa innovazione a livello nazionale è ancora aperta. Su questo tema si è tenuto il terzo incontro del ciclo di tavole rotonde sulla sanità digitale promosso da Doctolib – tech company sulla sanità digitale nata in Francia nel 2013 e attiva in Italia dal 2021 – organizzato dall’istituto I-COM. Un confronto che ha avuto per focus i temi dell’interoperabilità e della gestione più efficiente delle informazioni cliniche, fino ai passi necessari per una maggiore diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico.”Il fascicolo sanitario elettronico – ha sottolineato Fabio Maccione, Head of Public Affairs and External Relations Doctolib Italia – è uno strumento fondamentale, non è tanto uno strumento digitale ma è uno strumento per i cittadini per accedere alla gestione dei propri dati digitali. Il ruolo dei privati deve essere quello di collaborare con il pubblico, con le istituzioni, con gli strumenti messi a disposizione dal pubblico per dare maggiori servizi ai cittadini. L’obiettivo deve essere quello di garantire al cittadino piena trasparenza e piena accessibilità ai propri dati sanitari, alla propria storia clinica, a ciò che ritiene di fare con la propria vita e quella dei propri familiari”.Il tavolo di lavoro ha coinvolto gli attori del sistema salute, a partire dai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria. Ancora numerose le criticità a livello operativo, come emerge dai dati Agid secondo cui il Fascicolo è ancora poco utilizzato sia dai cittadini sia dai professionisti sanitari. “È uno strumento importante – ha spiegato Nicola Calabrese, Vice Segretario Nazionale FIMMG – di grossa innovazione strutturale per il paese. È chiaro che ha bisogno di un passaggio e di momenti di confronto rispetto agli interlocutori pubblici per definire i processi e soprattutto i percorsi attraverso cui raggiungere questi obiettivi che sono stati definiti per legge e su cui la categoria non è stata consultata almeno fino ad ora”.L’Italia comunque sta portando avanti il progetto di Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 in modo adeguato. “È un progetto che sta andando avanti, unico in Europa. L’Italia – ha aggiunto Mauro Moruzzi, Dipartimento Trasformazione Digitale Presidenza Consiglio Ministri – è la prima che ha accettato una sfida di questo genere, che l’Inghilterra non è riuscita a suo tempo a portare avanti. Il governo italiano si sta molto impegnando e ben presto, già da gennaio, avrete notizie importanti sugli sviluppi del progetto. Tutte le regioni sono impegnate, sono impegnati i medici ei produttori di tecnologia. Siamo molto ottimisti”.

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