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Giochi 2026, chi ha castrato l’Uomo Vitruviano (nella sigla ufficiale)?

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ROMA – Nella sigla dei Giochi Olimpici di Milano Cortina trasmessa dalla Rai l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci è stato censurato. Come si può vedere chiaramente sono stati proprio cancellati i genitali. Un dettaglio che non è sfuggito ai milioni di telespettatori che ogni giorni seguono i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

L’opera, realizzata da Leonardo verso il 1490 come studio delle proporzioni del corpo umano, è universalmente riconosciuta non solo come simbolo dell’arte rinascimentale ma anche dell’armonia tra arte, scienza ed esseri umani. Nella clip grafica diffusa durante la copertura olimpica, l’Uomo Vitruviano viene spesso trasformato nei corpi di atleti impegnati nelle varie discipline. Tuttavia l’immagine in onda mostra la celebre figura leonardesca senza genitali, un dettaglio che ha attirato l’attenzione di molti spettatori ed esponenti politici. Il Partito Democratico, in particolare, ha avanzato critiche, sostenendo che si tratti di una forma di censura o alterazione dell’opera originale e hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, chiedendo chiarimenti su autorizzazioni e procedure relative all’uso dell’immagine.

Dal canto suo, la Rai ha precisato che i contenuti della sigla non sono stati prodotti internamente ma forniti dal consorzio internazionale che realizza le immagini ufficiali per tutti i broadcaster che detengono i diritti dei Giochi: “Si tratta dell’ennesima fake news, analoga a quella che ha riguardato una presunta censura dell’artista Ghali durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi- spiega la Rai in un comunicato- La sigla e l’intero pacchetto grafico dei Giochi non sono realizzati dalla Rai. Si tratta di contenuti prodotti e distribuiti da OBS – Olympic Broadcasting Services, l’organismo ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale responsabile della produzione audiovisiva delle Olimpiadi. Il medesimo pacchetto grafico viene fornito in modo identico a tutte le emittenti detentrici dei diritti nel mondo, che sono obbligate a trasmetterlo secondo standard internazionali condivisi. Rai, come ogni altro broadcaster, non può modificare in alcun modo tali contenuti”.
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