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I curdi della Siria chiedono sistema federale: “No all’emarginazione”

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Incontro leader religiosi ad Hasakeh, nord-est amministrato dai curdi

Roma, 8 ago. (askanews) – Politici e personalità religiose hanno attaccato il governo di Damasco durante un incontro ad Hasakeh, nel Nord-Est della Siria amministrato dai curdi, sollecitando l’adozione di un “sistema decentralizzato o federale” e respingendo l'”emarginazione”. I curdi, che controllano vaste aree della Siria nord-orientale, stanno negoziando con il governo centrale l’integrazione delle loro istituzioni civili e militari nello Stato.Elham Ahmad, politica curda-siriana, dal palco ha dichiarato: “Ci incontriamo per affermare che la voce delle componenti è la pietra angolare di qualsiasi vera soluzione politica in Siria. Una nuova Siria non può essere costruita senza riconoscere i diritti di ciascuna componente e senza garantire la sua effettiva partecipazione alla definizione del futuro”.Ghazal Ghazal, importante religioso alawita, da parte sua ha aggiunto: “Crediamo che la soluzione ideale risieda nella creazione di un sistema di governo democratico decentralizzato o federale, basato su una costituzione consensuale che garantisca un’equa distribuzione e tenga conto delle caratteristiche religiose, nazionali, sociali e culturali di ogni componente”.L’influente leader spirituale druso, Hikmat al-Hijri, sempre in video-collegamento, ha sottolineato: “Noi, la comunità drusa, siamo al fianco delle nostre componenti curde, arabe, siriane, yazide, turkmene, circasse e delle altre, e affermiamo che la diversità non è una minaccia, ma piuttosto una ricchezza che rafforza la nostra unità”.Le autorità islamiste di Damasco hanno ripetutamente respinto le richieste di un governo “decentralizzato” che consentirebbe ai curdi e ad altri gruppi di mantenere un certo livello di autonomia. “Attraverso questa conferenza e questo incontro, noi siriani dobbiamo essere uniti. No all’emarginazione, no all’aggressione. Siamo tutti siriani che chiedono stabilità nella nostra regione, ha affermato Hassan Farhan Abdulrahman, leader tribale.

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