mercoledì, Dicembre 7, 2022

I giovani e la violenza di genere: “Gli adulti non ci ascoltano”

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I risultati dell’osservatorio di Scuola Zoo e Terre des Hommes

Roma, 21 nov. (askanews) – Generazione Z inascoltata. Il 74% dei giovani crede che studenti e studentesse vittime di violenza non vengano presi sul serio dagli adulti. A denunciarlo è l’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes e OneDay Group che ha coinvolto più di 10.000 ragazze e ragazzi delle community di ScuolaZoo di cui fanno parte ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni di tutta Italia. Un vero e proprio atto di accusa al mondo degli adulti visto lo scenario in cui si muovono le nuove generazioni: ben tre giovani su dieci ha infatti dichiarato di aver assistito a un episodio di violenza di genere. Il 46% a violenza psicologica, il 24% a violenza fisica, il 20% a violenza in rete, il 10% a episodi di violenza sessuale.

Un dato preoccupante emerge anche dalle risposte sul contesto in cui si è assistito a episodi di violenza: al primo posto, con il 44% delle risposte, c’è la scuola, luogo che dovrebbe essere deputato alla crescita e alla sicurezza personale. In seconda battuta seguono i social (28%): gli spazi virtuali continuano a essere luoghi pressocché privi di controllo, pieni di pericoli reali. Al terzo posto ci sono la famiglia o la coppia (22%) e infine lo sport (6%). Nonostante emerga dal sondaggio che le ragazze e i ragazzi siano circondati da diverse forme di violenza dimostrano comunque una grande sensibilità al tema e una forte volontà di cambiamento. Quasi 9 giovani su 10 ritengono che in Italia ci sia discriminazione di genere. Tra questi il 90% ritiene che il contributo dei maschi nella risoluzione del problema sia fondamentale (57%) o importante (30%).

VIOLENZA DENTRO E FUORI DAL WEB – D’altra parte, parlano chiaro anche i dati del Dossier indifesa 2022 di Terre des Hommes: sono 15 milioni le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che hanno subìto rapporti sessuali contro la loro volontà da parte del proprio partner o fidanzato. Nel report emerge il dramma della violenza in rete: “l’80% delle immagini che riguardano casi di abusi sessuali su minori ritraggono ragazzine tra gli 11 e i 13 anni. Il 58% delle giovani donne e adolescenti sono state molestate online subendo diverse forme di violenza come violenza verbale, body shaming, minacce di stupro e violenze fisiche” avverte Unfpa (United Nations Population Fund). Sebbene queste forme di violenza inizino solitamente tra i 14 e i 16 anni alcune ragazze hanno denunciato i primi episodi di questa forma di violenza già a partire dagli 8 anni: la situazione si aggrava ancora di più per le ragazze che appartengono a minoranze etniche, alla comunità LGBTQIA+, per coloro che hanno una disabilità. Infine, riguardo all’esistenza di discriminazione di genere nel nostro Paese, secondo i dati del Global Gender Gap Index del World Economic Forum che misura in 146 Paesi il divario di genere in termini di partecipazione economica e politica, salute e livello di istruzione, l’Italia risulta quest’anno 63esima, dietro a Paesi come Zambia e Uganda.

Per Paolo Ferrara, direttore generale Terre des Hommes Italia, “c’è uno scollamento sempre più grande tra mondo dei giovani e mondo adulto, che sembra essersi completamente dimenticato degli adolescenti. Ed è impressionante vedere come la scuola, il luogo dove i nostri figli e le nostre figlie passano gran parte del loro tempo, non sia considerato un luogo sicuro per i più giovani. Terre des Hommes continua a mettere al centro l’ascolto dei ragazzi e delle ragazze il Network indifesa, che abbiamo creato nel 2018, è la prima rete di webradio e giovani ambasciatori contro la discriminazione e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting. Un esperimento di successo che continua oggi a promuovere la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze, affinché possano sempre di più esprimere le loro idee, sviluppare i loro talenti e diventare protagonisti di questa società, che troppo spesso si dimentica di loro. Noi crediamo in loro”.

“Se i più giovani hanno timore di non essere creduti nel denunciare atti di violenza significa che il mondo degli adulti sta sbagliando qualcosa nel modo in cui ascolta e interagisce con loro. Un conto è non capire il significato di un meme o di una parola del vocabolario GenZ, un altro è non mettersi nelle condizioni di saper ascoltare una richiesta d’aiuto: non possiamo permettercelo. Ed è per questo che da anni insieme a Terre des Hommes lavoriamo per scoprire e rendere noti gli scenari e i problemi delle nuove generazioni in materia di discriminazioni e violenze, nella speranza che istituzioni, aziende e famiglie possano recepire e mettere in atto azioni concrete” commenta Gaia Marzo, Corporata Communication Director e Equity partner di OneDay Group.

“La partnership con Terre des Hommes Italia nel supportare il Network Indifesa è molto importante per la BIC Corporate Foundation e per Bic Italia perché dà l’opportunità ai ragazzi e alle ragazze di far sentire la loro voce utilizzando la loro forza e sviluppando le loro skill creative per affrontare i grandi problemi con i quali si confrontano oggi, emersi chiaramente dall’osservatorio Indifesa”, afferma Alicia Ruiz Huidobro BIC Corporate Foundation Project Manager: “crediamo che le webradio siano uno strumento potente in grado di aumentare la consapevolezza, l’ascolto e il dialogo con la scuola e gli adulti. Vogliamo dare la parola ai giovani affinché siano i protagonisti di un importante cambiamento che assicuri loro pari opportunità e diritti e crei un ambiente libero dalla violenza e dagli stereotipi”.

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