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IIT compie 20 anni: ricerca e innovazione per far cresce il Paese

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Per i festeggiamenti presentato il nuovo robot umanoide ergoCub

Genova, 22 set. (askanews) – IIT – l’Istituto italiano di tecnologia – raggiunge i 20 anni di attività e celebra il traguardo presentando per la prima volta dal vivo in Italia il robot umanoide “ergoCub”, l’ultimo risultato della sua ricerca nell’ambito della robotica e dell’Intelligenza artificiale frutto della collaborazione tra IIT e INAIL. La presentazione è avvenuta nel corso di un incontro nella sede centrale IIT a Genova, al quale hanno partecipato i rappresentanti della politica locale e nazionale, scienziati di rilievo internazionale, e la comunità dei ricercatori IIT.”Il fatto di celebrare i venti anni dell’Istituto Italiano di Tecnologia è particolarmente rilevante se si pensa che, appunto venti anni fa, qui era una prato verde – dice Gabriele Galateri di Genola, presidente dell’IIT – Oggi ci sono centri di ricerca con oltre 2.000 che ci lavorano in campi di altissima sofisticazione: dalla robotica alle scienza della vita, dalle scienze computazionali ai nanomateriali. E tutto questo è stato lanciato nel settembre del 2003 proprio per creare un supporto allo sviluppo del sistema industriale italiano in termini di competitività. E i risultati -in termini di pubblicazioni, 18.000; di brevetti, oltre 1.600; di start up nate, 33, e quelle in procinto di partire, una cinquantina- dimostrano che il lavoro è stato fatto, si sta facendo, e soprattutto che si tratta di una piattaforma solida”.Nel corso della giornata di celebrazione – la prima di un calendario di eventi che proseguirà fino a fine 2023 – è stata ricordata la peculiarità della legge istitutiva che nel settembre del 2003 stabilì la nascita della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia quale nuovo centro di ricerca multidisciplinare ispirato a modelli internazionali, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del sistema economico nazionale, sostenendo l’eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata.”Il bilancio di questi vent’anni di IIT è di ‘avercela fatta’ – dice il direttore scientifico IIT Giorgio Metta – Di essere riusciti a costruire qualcosa di molto importante, di livello qualitativo elevatissimo. E siamo qui oggi a ringraziare chi lo ha reso possibile, chi lo ha portato avanti per tanti anni, e anche noi stessi che nel tempo abbiamo sviluppato tante ricerche che hanno avuto un buonissimo risultato sia di termini scientifici sia anche in termini di impatto e di collaborazioni con le aziende, quindi portando innovazione verso il nostro tessuto produttivo. Poi facciamo un pensiero anche al futuro: sarà un futuro molto digitale, dove rimangono i robot, rimangono le nanotecnologie, rimangono le scienze della vita; ma è un futuro dove l’intelligenza artificiale la farà sempre un po’ più da padrone e quindi avrà un impatto molto importante per le nostre attività”.Tra gli altri hanno partecipato alle celebrazioni per la nascita di IIT: Letizia Moratti, ai tempi ministro per la Ricerca scientifica e firmataria della legge istitutiva della Fondazione; Vittorio Grilli primo presidente dell’Istituto; e Roberto Cingolani, il primo direttore scientifico di IIT che nel suo intervento ha esortato l’intera comunità dell’Istituto a rivendicare il valore generato per il sistema Paese, economico ma non solo.”IIT vale il 6% del fondo ordinario per gli enti di ricerca – ha detto dal palco Roberto Cingolani – abbiamo 100 milioni di finanziamento pubblico. Credo che dopo vent’anni qualcuno debba fare esercizio di vedere qual è il valore e il risultato di questo investimento dello Stato. Ogni italiano paga un euro e mezzo, il primo gennaio, tasca sua, per finanziare questo Istituto. Fate una riflessione sui risultati, fate vedere quanta gente avete portato dal mondo, fate vedere qual è il valore del vostro portafoglio di brevetti, quanti capitali per investimenti avete attirato, quante start up avete fatto. Quantificate: è molto importante”.La dimensione internazionale della ricerca scientifica di IIT è stata testimoniata dalla presenza di esponenti di rilievo della comunità scientifica europea e statunitense che in chiusura delle celebrazioni hanno partecipato ad una tavola rotonda.

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