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La coreografia come linguaggio del presente: Torinodanza 2024

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Presentata la nuova edizione del festival: Dance First
Torino, 4 mag. (askanews) – Una pluralità di espressioni, un festival internazionale e un’occasione per rimettere al centro il corpo, il gesto, la coreografia come processo generativo. È stata presentata l’edizione 2024 di Torinodanza, la manifestazione dedicata alla scena contemporanea in programma dal 12 settembre al 26 ottobre, intitolata “Dance First” e diretta ancora da Anna Cremonini. “Io penso – ha detto ad askanews la direttrice artistica – che il tema della coreografia sia al centro di questa edizione, perché la coreografia è la costruzione di un linguaggio che ha come oggetto il corpo. Il corpo è anche voce, è anche parole, non è necessariamente solo movimento, non è semplicemente gesto, e la coreografia credo che possa essere, anzi sia di fatto, un linguaggio molto potente di comunicazione, di comunicazione anche di idee, di turbolenze, perché no, di felicità, di possibilità”.
Possibilità che sono diverse, come diversi sono i linguaggi coreografici degli artisti, da Emanuel Gat, che inaugurerà il festival, ad Alessandro Sciarroni, che porterà la performance “U. (Un canto)”. In un dialogo tra stili che, come ha sottolineato il presidente del Teatro Stabile di Torino Alessandro Bianchi, è l’elemento di forza dell’evento. “Torinodanza – ci ha spiegato – è da oltre 20 anni riuscito a creare una comunità intorno a sé. Devo dire che quest’anno e sicuramente anche nel prossimo triennio quest’opera che ha iniziato Anna Cremonini miscelando grandi coreografi con una ricerca anche più spinta, quindi anche una ricerca che di fatto chiede fiducia al nostro pubblico, sta funzionando e funzionerà sempre di più. Il Teatro Stabile di Torino è un teatro che da sempre crede nella ricerca e crede negli artisti, crede che soltanto con l’innovazione si possa fare arte. E il Teatro Stabile sta lavorando insieme a tutto il team di Anna di Torinodanza per cercare di diffondere ulteriormente i linguaggi contemporanei sulla città e sulla regione”.
Contemporaneità che, seppur in modi magari non consueti, parla comunque di noi. “La danza è uno spazio di enorme libertà, di enorme libertà del corpo – ha concluso Anna Cremonini -. Il corpo siamo lo stessi, è la nostra società, è la nostra realtà e la coreografia ha l’opportunità di farlo parlare”.
Perché la regia del corpo è una forma di interpretazione della realtà.

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