HomeAttualitàLega, lo ‘strappo’ di Vannacci sull’Ucraina…ma lo seguono in due

Lega, lo ‘strappo’ di Vannacci sull’Ucraina…ma lo seguono in due

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Milano, 15 gen. (askanews) – Il generale non si fa vedere, non partecipa al flash mob organizzato dai Team Vannacci davanti a Montecitorio, in concomitanza con il voto della Camera sulla risoluzione che impegna il governo a continuare a sostenere l’Ucraina: “Serve un ‘decreto Italia’, altro che aiuti all’Ucraina”, aveva spiegato pochi giorni prima sui social il vice segretario della Lega per invocare il no alla risoluzione e poi al decreto. Posizione antitetica a quella del segretario Matteo Salvini, che invece da giorni si spende per spiegare che “siamo contenti” perchè la risoluzione “è molto equilibrata, si concentra molto sul tema difesa e non sul tema attacco, guerra, armi: è quello che avevo chiesto”.

Ragionamento, quello del segretario, condiviso dalla grande maggioranza dei parlamentari leghisti al voto, con poche eccezioni: con le stesse parole di Vannacci, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello si sfilano dall’indicazione del gruppo e votano no alla Camera, mentre in Senato è Claudio Borghi che non partecipa al voto. Esito che i parlamentari più vicini a Salvini minimizzano: “Quello della guerra è un tema ‘identitario’ per Vannacci, Matteo non è per nulla turbato”. Certo, osserva un altro deputato ‘salviniano’, “se è solo guerra ok, se diventasse ogni giorno un tema diverso sarebbe diverso… Ma non credo che Vannacci voglia questo”. Resta il fatto che nel momento in cui la Lega accetta un compromesso con il resto della coalizione per tenere unita la maggioranza sulla politica estera, Roberto Vannacci strappa e pianta la sua bandiera sul no alle armi a Kiev: “Certo, ma così facendo mette in luce un altro aspetto, e cioè che il peso di Vannacci nei gruppi è di due parlamentari…”, ribatte lo stesso esponente leghista. Perchè il no di Borghi in Senato, da sempre critico sul tema Ucraina, non è certamente riconducibile all’iniziativa di Vannacci.

Insomma, se il voto di oggi doveva far nascere la corrente dei ‘vannacciani’ in Parlamento, il risultato non preoccupa la segreteria del partito: dei nomi ipotizzati nei giorni scorsi, Barabotti e Montemagni restano allineati al gruppo, mentre Furgiuele risulta assente. Alla fine solo Ziello e Sasso ‘strappano’. Appunto, “una correntina”, taglia corto un parlamentare leghista.

Ecco perchè non dovrebbero esserci conseguenze disciplinari interne: “Meglio tenere la vicenda più ‘bassa’ possibile, evitando di enfatizzarla”. Il Carroccio vuole invece continuare a tenere alta l’attenzone sul tema sicurezza, intestandosi il nuovo provvediemnto in cantiere e tenendo duro sulla necessità di non depotenziare l’operazione Strade Sicure: oggi si sarebbe dovuta votare in Commissione Difesa alla Camera la risoluzione del leghista Zoffili che chiede di aumentare il numero di militari a presidio del territorio, ma la sedeuta è stata sconvocata. “Motivi tecnici”, minimizzano i leghisti, che assicurano che il voto ci sarà, martedì o mercoledì: “La Lega non arretrerà di un millimetro sulla sua richiesta di aumentare il numero di militari impegnati in ‘Strade Sicure'”

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