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Lettonia, come funziona il Task Group Baltic visitato da Crosetto

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Quasi 300 militari italiani a Camp Adazi, a 30 km da Riga

Adazi (Lettonia), 27 dic. (askanews) – Riflettori accesi sul fianco est dei Paesi Nato. La recente visita del ministro della Difesa Guido Crosetto in Polonia e Lettonia, nei giorni della vigilia e dell’antivigilia di Natale sottolinea l’attenzione del nostro Paese, dello Stato e della Repubblica, sul piano della deterrenza e della difesa della libertà e della democrazia. E proprio dalla Lettonia in merito alle voci di una volontà di tregua dal Cremlino con Kiev, il ministro si è espresso chiaramente: “I messaggi arrivati dalla Russia in questi due anni sono stati spesso contraddittori”, ha detto il ministro. “Fin quando non sento Putin dire che vuole una tregua, che vuole cessare il fuoco, non ci credo. Poi più che annunciarlo, vorrei che prima ci fossero 24 ore, o 48 o 72 ore senza che i missili cadano sulla testa dei civili e dei militari ucraini”.In particolare in Lettonia, l’Italia con il Task Group Baltic prende parte al dispositivo NATO di 4 Battle Group multinazionali, ciascuno guidato da una Framework Nation (Canada in Lettonia, Germania in Lituania, Regno Unito in Estonia e USA in Polonia).Il contributo italiano vede attualmente schierati in teatro operativo quasi 300 militari, mentre è autorizzata la presenza di circa 160 mezzi terrestri: il Task Group Baltic è schierato a Camp Adazi, a 30 km da Riga. Il comandante è attualmente il tenente colonnello Pasquale Lanni, che ci spiega il ciclo di addestramento di 6 mesi previsto per ogni contingente sul posto: “Prevede – dice – una prima fase di integrazione, sia nazionale che internazionale, con tutti i Paesi membri partecipanti, il raggiungimento della piena interoperabilità e poi il mantenimento nella fase centrale della missione di questa prontezza e capacità operativa da esprimere sul teatro operativo. Poi si conclude l’ultima fase con la predisposizione logistica per l’avvicendamento e il cambio di responsabilità”.Va notato che ai 4 battle group iniziali, si sono aggiunti anche Ungheria, Bulgaria, Slovacchia e Romania. L’Italia è presente anche in Slovacchia con una batteria di missili contraerea e in Bulgaria dove è “framework nation”, ovvero a capo del battle group.Servizio di Cristina GiulianoMontaggio di Carlo Molinari

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