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Milano, Consiglio comunale approva regole su locali in zone movida

AttualitàMilano, Consiglio comunale approva regole su locali in zone movida

Obiettivo è distrubuzione più equilibrata e sostenibile
Milano, 7 mag. (askanews) – Il Consiglio Comunale di Milano ha approvato, nella seduta di ieri, il “Regolamento per la disciplina delle zone tutelate per le attività di somministrazione di alimenti e bevande e per la vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato nei locali dell’azienda”. Un regolamento atteso da circa 12 anni e che ha l’obiettivo di rendere la programmazione e l’organizzazione dell’insediamento di nuove attività in città più equilibrata e sostenibile.
Il provvedimento segue il percorso tracciato dalla Giunta la scorsa estate tramite le linee di indirizzo per l’attuazione di misure strutturali a contrasto degli effetti della ‘mala-movida’ in cui sono previste diverse azioni per la riduzione e mitigazione degli effetti negativi della movida, nel rispetto dell’equilibrio tra le esigenze di cittadini e cittadine e della libertà e dello sviluppo di impresa degli esercizi commerciali – e si è perfezionato grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano e al confronto e alla condivisione con le associazioni di categoria.
Il Regolamento, composto da 20 articoli, entrerà in vigore tra 90 giorni: disciplina il rilascio di nuove autorizzazioni commerciali in alcune aree della città tutelate, e quindi l’apertura e eventuali trasferimenti di sede in base a determinati criteri.
In particolare, nelle zone da sottoporre a tutela, il rilascio delle autorizzazioni dipenderà dal raggiungimento di un livello minimo di qualità del servizio stabilito da determinati parametri tra cui, ad esempio, la concentrazione di attività già presenti nella zona e la distanza tra loro; la vicinanza a luoghi ‘sensibili’ come ospedali, residenze protette e Rsa; l’orario di apertura (diurno, serale o notturno); la presenza e le caratteristiche di eventuali dehors; la presenza di misure aggiuntive di mitigazione (ad esempio steward e personale dedicato alla clientela), oltre che l’attenzione ai più fragili attraverso progetti di inserimento lavorativo e all’accessibilità per persone con mobilità ridotta.
L’individuazione delle zone tutelate e il loro ‘livello di tutela’ dipende da alcuni indicatori di criticità: oltre alla concentrazione di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e di artigiani alimentari già presenti nell’area, vengono valutati anche il numero di reclami ed esposti presentati da cittadini e cittadine raccolti nell’ultimo anno o la presenza di luoghi sensibili e di beni di interesse storico-culturale. La ‘mappa’ delle zone tutelate verrà aggiornata tendenzialmente ogni due anni per monitorare trasformazioni e cambiamenti della città.

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