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Nonostante la ripresa dei negoziati a Doha, a Gaza si continua a morire: otto le persone uccise

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ROMA – Una persona è morta a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, e poco prima un’altra ha perso la vita a Rafah, sempre nel sud, portando a otto le vittime civili nelle ultime 24 ore. Lo riportano i corrispondenti palestinesi di Al Jazeera, che lavorano all’interno della Striscia. Secondo tali fonti, i morti sono stati causati da attacchi delle forse di Israele. L’emittente riferisce anche che mezzi della Marina militare di Israele starebbe bombardando le aree settentrionali della Striscia. La situazione per la popolazione resta drammatica, come ha avvisato ieri anche la Croce Rossa internazionale, esortando le autorità di Tel Aviv a riprendere la fornitura di elettricità nella Striscia – da cui dipendono anche gli impianti idrici e per la desalinizzazione dell’acqua – e di aiuti umanitari. Al momento, resta attivo solo un impianto, che tuttavia ha dei danni e produce solo 60 dei 140 megawatt previsti.

Gli attacchi, la permanenza delle forze israeliane nel corridoio Filadelfia, il taglio alle forniture elettriche e la chiusura dei valichi all’ingresso di aiuti umanitari costituiscono violazioni del cessate il fuoco, come denuncia l’Ufficio per le comunicazioni del governo di Hamas, secondo cui il bilancio dei morti dal 7 ottobre 2023 sta per raggiungere quota 48.500. Ciò avviene mentre Hamas conferma la “ripresa di un nuovo round di negoziati” a Doha, in Qatar, per definire i dettagli della seconda delle tre fasi dell’accordo siglato con Israele, la cui implementazione è scattata il 19 gennaio e terminata il primo marzo. A Doha sono presenti anche delegati di Israele e l’inviato degli Stati Uniti per il Medio oriente, Steve Witkoff, giunto nel paese del Golfo la notte scorsa. Nei giorni scorsi Washington, che preme Hamas per il rilascio in un’unica soluzione di tutti gli ostaggi catturati il 7 ottobre, ha fatto sapere di aver tenuto colloqui con il gruppo politico militare, una mossa inedita negli ultimi quindici mesi. Stamani, l’agenzia di stampa palestinese Wafa ha pubblicato una nota di Nabil Abu Rudeineh, portavoce dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), che governa la Cisgiordania occupata. Abu Rudeineh ha criticato Hamas – che ha invece il governo di Gaza – per aver “spaccato la’unità nazionale palestinese, aprendo linee di comunicazione con partiti stranieri”, senza tuttavia citare direttamente gli Stati Uniti. Continuano gli attacchi di Israele anche in Cisgiordania, in particolare a Jenin, Tulkare, e a Bani Naim, a est di Hebron. I media palestinesi denunciano raid – che hanno causato tre morti nelle ultime 24 ore – e diversi arresti.

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