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Olio oliva: salgono prezzi Spagna, in Italia stabili: 9,5 euro/kg

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Rischio di aumento significativo prezzi in caso imprevisti
Roma, 28 mag. (askanews) – A inizio maggio sale nuovamente il prezzo medio all’origine degli oli extravergini di oliva prodotti in Europa. L’aumento, dopo la flessione degli ultimi mesi in tutte le piazze europee che si è sviluppata a seguito del crollo dei prezzi (fino al 10%) dell’olio EVO spagnolo, è sostenuto dall’incertezza dei mercati nei confronti dei volumi e della qualità delle scorte di materia prima che serviranno fino alla prossima campagna olearia.
Guardando all’area del Mediterraneo, l’Italia rappresenta un’eccezione: qui i prezzi all’origine sono rimasti pressoché stabili dallo scorso gennaio e la produzione nazionale non risulta in grado di soddisfare la domanda interna. È il quadro che emerge dall’Osservatorio mensile di Certified Origins, tra i principali produttori e distributori di olio d’oliva extravergine certificato (IGP e DOP), oli mono-origine e blend tracciabili a marchio privato.
Le abbondanti piogge nella penisola iberica, dove si produce circa il 50% degli oli d’oliva consumati a livello mondiale, la prospettiva di una raccolta 2024-2025 abbondante e la diminuzione dei consumi interni di inizio anno, hanno contribuito a un generale ribasso del prezzo degli oli EVO, vergini e raffinati. L’insieme di questi fattori ha inoltre spinto i produttori spagnoli a immettere sul mercato parte delle scorte accumulate. E la Spagna e quindi l’Europa si stanno avvicinando alla prossima campagna con giacenze ridotte: nel territorio iberico risultano infatti disponibili circa 660mila tonnellate di olio d’oliva, di cui circa il 30% già riservato per i contratti con i grandi imbottigliatori. Sebbene ci sia ottimismo per la prossima campagna, persiste il rischio reale di un aumento significativo dei prezzi a livello mondiale in caso di imprevisti dovuti a eventi climatici o a variazioni nei consumi globali.
In Italia, il prezzo medio dell’olio EVO rimane sostenuto e pressoché invariato da gennaio (circa 9.50 €/Kg). Resta forte il divario tra la produzione nazionale, le giacenze a disposizione e la domanda interna e dei mercati esteri. I consumi nazionali, da soli, assorbono infatti tra le 400 e le 550mila tonnellate all’anno, ovvero un volume quasi doppio rispetto quanto viene prodotto da oliveti e frantoi italiani, che mediamente forniscono 290mila tonnellate tra olio extra vergine e categorie inferiori.

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