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“Oltraggio alla Corte”: un giudice americano contro Trump sulle deportazioni di migranti

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ROMA – “Oltraggio alla Corte”: così un giudice americano accusa l’amministrazione di Donald Trump di aver violato una sua sentenza di un mese fa. Il giudice ha reso nota la sua accusa oggi, spiegando di non aver ricevuto, finora, risposte soddisfacenti dall’amministrazione. Ma cosa è successo, a cosa sarebbe dovuto l’oltraggio? Al fatto che un mese fa, in marzo, il giudice federale americano James Boasberg, ordinò di fermare la deportazione di cinque cittadini venezuelani (stabilita da Trump invocando la legge federale del 1978 ‘Alien Enemies Act’) che erano sospettati di far parte della gang Tren de Aragua. Ma la sua sentenza venne ignorata e i venezuelani vennero comunque messi sui voli e rimpatriati. Alla luce della violazione della sua sentenza, il giudice aveva chiesto spiegazioni all’amministrazione di Trump, paventando il rischio di un oltraggio alla Corte. Ma, spiega oggi, non ha avuto alcuna risposta soddisfacente.

“DISPREZZO VERSO LA MIA SENTENZA”

“La corte stabilisce che le azioni del governo quel giorno dimostrano un deliberato disprezzo per il suo ordine, sufficiente per dichiararlo colpevole di oltraggio”, afferma il giudice in un documento. La Casa Bianca, appresa la notizia, ha fatto sapere che presenterà ricorso in appello contro la sentenza. “Intendiamo chiedere immediatamente l’appello”, ha scritto su X il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Steven Cheung. “Il presidente è impegnato al 100% a garantire che terroristi e immigrati clandestini criminali non siano più una minaccia per gli americani e le loro comunità in tutto il Paese”, ha aggiunto. La Casa Bianca ha preannunciato che ricorrerà subito in appello.
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