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Papiri carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio decifrati con l’IA

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Tre giovani ricercatori vincono la “Vesuvius Challenge”

Roma, 6 feb. (askanews) – Con l’intelligenza artificiale hanno decifrato una parte dei papiri di quasi 2.000 anni fa, gravemente danneggiati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Per questo tre giovani ricercatori (Youssef Nader, dottorando a Berlino, Luke Farritor, studente e apprendista di SpaceX dal Nebraska negli Stati Uniti, e Julian Schilliger, studente svizzero di robotica) hanno vinto un premio di 700.000 dollari alla “Vesuvius Challenge”, competizione ideata da Brent Seales, ricercatore informatico presso l’Università del Kentucky e da Nat Friedman, fondatore della piattaforma Github, ora di proprietà di Microsoft.I documenti della villa dei Papiri di Ercolano, circa 800 rotoli carbonizzat, l’unica biblioteca antica giunta intatta fino a noi, sono conservati presso l’Institut de France di Parigi e la Biblioteca Nazionale di Napoli; fragili, tanto da danneggiarsi facilmente solo nel tentativo di srotolarli. Gli organizzatori del concorso ne avevano già scansionati quattro e hanno offerto un milione di dollari a chiunque fosse riuscito a decifrare almeno l’85% di quattro passaggi di 140 caratteri. Il trio ha usato l’intelligenza artificiale per distinguere l’inchiostro dal papiro e ha determinato la natura dei caratteri greci individuando le ripetizioni. Secondo gli organizzatori hanno decifrato circa il 5% del testo. La “villa dei papiri”, dove i rotoli furono ritrovati già nel XVIII secolo, è ancora in gran parte sepolta e potrebbe contenere migliaia di altri manoscritti preziosi.

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