domenica, 16 Agosto , 26

Marocco, tensione al confine: decine di migranti fermati vicino Ceuta

(Adnkronos) - Diverse decine di persone, per lo...

Terremoto in Indonesia, 47 morti e 2mila sfollati. Caccia ai dispersi

(Adnkronos) - Si continua a scavare tra le...

Djokovic delude a Cincinnati: eliminato all’esordio da Tirante

(Adnkronos) - Novak Djokovic eliminato a Cincinnati. Oggi,...
HomeSanitàReintegro dei medici no vax, Simi: “Contrari alla decisione del governo”

Reintegro dei medici no vax, Simi: “Contrari alla decisione del governo”

-

ROMA – “Con meraviglia e preoccupazione abbiamo appreso della decisione del Governo di consentire il reintegro dei medici no-vax, sospesi durante la pandemia di Covid-19 a seguito del mancato adempimento dell’obbligo vaccinale previsto dalla normativa vigente e, in numerosi casi, destinatari di provvedimenti disciplinari da parte degli Ordini professionali”. Così in una nota il Consiglio direttivo della Simi-Società Italiana di Medicina Interna. “Come società scientifica riteniamo doveroso- continua il comunicato- esprimere la nostra contrarietà a una decisione che consente il rientro nel Servizio Sanitario Nazionale di professionisti che hanno pubblicamente assunto posizioni in contrasto con le evidenze scientifiche consolidate e con le raccomandazioni formulate dalle principali istituzioni scientifiche nazionali e internazionali. Sarebbe tuttavia riduttivo circoscrivere il dibattito esclusivamente alla vaccinazione anti-Covid-19. In numerosi casi, infatti, le posizioni no vax si sono estese a programmi vaccinali consolidati da decenni, compresi quelli che hanno consentito di controllare o eliminare malattie gravissime come poliomielite, difterite e morbillo. Il mantenimento di adeguate coperture vaccinali rappresenta uno dei principali strumenti di tutela della salute pubblica e la loro riduzione espone concretamente al rischio di ricomparsa di epidemie anche in Paesi ad alto reddito”.

“Gli eventi verificatisi recentemente negli Stati Uniti- aggiunge la Simi- dove il calo delle coperture vaccinali è stato associato alla ricomparsa di importanti focolai di morbillo, dimostrano quanto rapidamente possano riemergere malattie che si ritenevano ormai sotto controllo e quanto sia fondamentale preservare la fiducia della popolazione nei programmi vaccinali. In numerosi casi, inoltre, l’atteggiamento di sfiducia nei confronti delle vaccinazioni si inserisce in una più ampia diffidenza verso la medicina basata sulle evidenze, coinvolgendo altri ambiti della pratica clinica, dall’infettivologia all’oncologia, dall’immunologia alla prevenzione. Questo aspetto desta particolare preoccupazione, poiché il cittadino che si rivolge al Servizio Sanitario Nazionale deve poter confidare nel fatto che le decisioni cliniche siano fondate sulle migliori prove scientifiche disponibili, pur nel rispetto dell’autonomia professionale e della personalizzazione delle cure”.

“Riteniamo pertanto opportuno- sottolinea ancora la Simi- aprire una riflessione sul tema della trasparenza nei confronti dei cittadini. Chi accede al Servizio Sanitario Nazionale non sceglie il singolo professionista, ma affida la propria salute a un sistema pubblico che garantisce standard assistenziali uniformi e fondati sulle evidenze scientifiche. Allo stesso tempo, chi nutre convinzioni differenti deve essere libero di rivolgersi, nell’ambito dell’attività privata, ai professionisti che ritiene maggiormente in linea con le proprie convinzioni. Analogamente, i cittadini che desiderano essere curati secondo le raccomandazioni validate dalla comunità scientifica devono poter confidare che tali principi costituiscano il riferimento dell’attività clinica loro prestata”.

“Come medici e come componenti della Società Italiana di Medicina Interna- si legge ancora nella nota- siamo soprattutto preoccupati per la tutela della salute dei cittadini e per le implicazioni etiche e deontologiche della questione. L’esercizio della professione medica richiede infatti il rispetto del Codice di Deontologia Medica, che impegna il medico ad aggiornare costantemente le proprie conoscenze e a fondare la pratica clinica sulle migliori evidenze scientifiche disponibili nell’interesse del paziente. Non possiamo inoltre ignorare le rilevanti conseguenze organizzative che tale provvedimento potrebbe determinare all’interno delle strutture sanitarie. I Direttori di Struttura Complessa sono chiamati a garantire, anche attraverso la propria responsabilità in vigilando, il rispetto delle linee guida, delle buone pratiche clinico-assistenziali e degli standard di qualità delle cure da parte dei professionisti operanti nelle rispettive unità operative. La presenza di collaboratori che dichiarino di non riconoscere tali riferimenti potrebbe determinare evidenti criticità gestionali. Infine, non possono essere trascurati i possibili riflessi in materia di responsabilità professionale. La Legge 8 marzo 2017, numero 24 (Legge Gelli-Bianco) individua nelle linee guida e nelle buone pratiche clinico-assistenziali il principale riferimento per la valutazione della condotta professionale. In tale contesto, potrebbe risultare particolarmente complesso, anche per le amministrazioni sanitarie, sostenere la posizione di professionisti che abbiano consapevolmente dichiarato di non riconoscere il valore delle raccomandazioni scientifiche che costituiscono il fondamento della pratica clinica contemporanea”. La Società Italiana di Medicina Interna “ribadisce il proprio impegno nella promozione della medicina basata sulle evidenze, della cultura scientifica e della tutela della salute pubblica, nella convinzione che il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti e Servizio Sanitario Nazionale rappresenti un patrimonio da preservare con responsabilità, rigore e trasparenza”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

POST RECENTI

A casa anche Francesca, l’ultima ferita lombarda di Crans Montana: “Voglio dedicare questa uscita ai ragazzi che non ci sono più”

MILANO - Dopo 224 giorni di cure, anche Francesca lascia il Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano. È l’ultima dei 12 pazienti lombardi, feriti nel...

Bimba nata da Pma, Asl Napoli 1: “Nessuno scambio di embrioni”

NAPOLI - "Non vi è stato scambio di embrioni". E' quanto sostiene l'Asl Napoli 1 Centro che con una lunga nota interviene in merito alle...

Ebola, Oms: “Seconda più grave epidemia mai registrata, si diffonde rapidamente”

ROMA - "Si tratta già della seconda più grave epidemia di Ebola mai registrata, e si sta diffondendo più rapidamente di qualsiasi altra epidemia precedente....

Non solo negli Stati Uniti, il batterio mangiacarne si trova anche nello Stretto di Messina

ROMA - Cresce l'attenzione sul Vibrio Vulnificus, meglio conosciuto come batterio mangiacarne, trovato nello Stretto di Messina. Qui, uno studio avviato già 21 anni fa...
spot_img

POST POPOLARI