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RSF: i governi fanno meno per sostenere la libertà di stampa

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Nel rapporto di Reporter senza frontiere Italia 46ma, prima Norvegia

Roma, 3 mag. (askanews) – Il sostegno dei governi alla libertà di stampa è in calo in tutto il mondo, ha dichiarato Reporter senza frontiere (RSF) in occasione della conferenza stampa a Londra per il Rapporto annuale sulla libertà di stampa nel mondo, che vede al primo posto la Norvegia, davanti a Danimarca e Svezia e l’Italia al 46esimo posto, dal 41esimo.”Nell’Indice mondiale della libertà di stampa di quest’anno, abbiamo assistito a un calo davvero preoccupante dell’indicatore politico in tutto il mondo. Quindi, anche i paesi che stanno ottenendo buoni risultati, come la Norvegia ai primi posti, hanno subìto un’erosione del loro punteggio politico dei cinque indicatori che misuriamo – ha detto Rebecca Vincent, direttore delle campagne internazionali di Reporters sans frontières – questo dimostra, in alcuni casi, la mancanza di volontà politica degli Stati di affrontare le violazioni della libertà di stampa, ma anche l’ostilità attiva contro la stampa e la libertà di stampa in molte parti del mondo”.”Si tratta di un anno super elettorale – ha aggiunto – con più della metà della popolazione mondiale che si reca alle urne. Abbiamo già visto ambienti pre-elettorali preoccupanti in molti luoghi e in alcuni Paesi che hanno già avuto elezioni quest’anno”.Il rapporto vede un peggioramento della libertà di stampa nei Balcani e in Europa Orientale, in generale, però, per i paesi dell’Unione europea si sottolinea che è “buona”, nonostante ci sia da fronteggiare quella che viene definita “l’influenza tossica della Russia”.La libertà di stampa resta però difficile in Ungheria, Malta e Grecia. E per l’Italia viene citato il caso dell’Agi: “Alcuni gruppi politici – si legge ancora nel report – alimentano l’odio e la sfiducia nei confronti dei giornalisti insultandoli, screditandoli e minacciandoli. Altri stanno orchestrando un’acquisizione dell’ecosistema mediatico, sia attraverso media di proprietà statale sotto il loro controllo, sia attraverso media di proprietà privata attraverso acquisizioni da parte di uomini d’affari alleati. L’Italia di Giorgia Meloni – dove un membro della coalizione parlamentare al potere sta cercando di acquisire la seconda più grande agenzia di stampa (Agi) – è scesa di cinque posizioni quest’anno”.

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