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Salute, Mirone (Urologo): “Ipertrofia prostatica e carcinoma non correlati, ma attenzione alle prostatiti croniche”

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ROMA – Le differenze di genere influiscono in modo significativo sia sull’insorgenza delle malattie sia sulla risposta alle terapie, oltre che sugli stili di vita. In particolare, sul fronte della prevenzione, gli uomini tendono a essere più restii rispetto alle donne. A sottolinearlo è il professor Vincenzo Mirone, urologo e presidente della Fondazione PRO.

“L’attenzione del maschio per la salute è 30 volte inferiore rispetto a quella della donna – ha spiegato Mirone – e questo ha contribuito all’aumento del carcinoma prostatico nelle statistiche. Oggi è il tumore più frequente nell’uomo, con 36mila nuovi casi all’anno in Italia e circa 7mila decessi”.

Il professor Mirone fa il punto su alcune delle principali patologie dell’apparato urogenitale maschile, come l’ipertrofia prostatica benigna e il carcinoma prostatico, evidenziando l’importanza della prevenzione.

“Le prostatiti croniche devono essere seguite con attenzione – ha ricordato – perché possono aprire la strada al carcinoma”.

L’ipertrofia prostatica benigna è una condizione molto diffusa, legata all’invecchiamento, che porta la prostata ad aumentare di volume fino a 10-12 volte rispetto alla norma. È importante sottolineare che non esiste alcun legame diretto con il tumore.

Per quanto riguarda il carcinoma prostatico, Mirone ribadisce la necessità di una prevenzione mirata: non basta il test del PSA, è fondamentale aggiungere anche l’ecografia prostatica e l’esplorazione digito-rettale. Sono esami che andrebbero effettuati una volta l’anno a partire dai 45 anni.

Sul fronte delle terapie per l’ipertrofia prostatica benigna, esistono tre approcci farmacologici: gli alfa-litici, gli inibitori della 5-alfa reduttasi, e i farmaci per la disfunzione erettile, che contribuiscono anche a migliorare lo svuotamento vescicale.

Nei casi più avanzati si può ricorrere alla chirurgia. Per l’ipertrofia, oggi è disponibile la vaporizzazione laser, che riduce il volume prostatico agendo in modo mirato. Per il tumore, invece, si può intervenire con la chirurgia robotica, che consente la rimozione completa della prostata e la successiva riconnessione tra vescica e uretra. Per chi non può essere sottoposto a intervento, esistono valide alternative come la radioterapia, l’immunoterapia e la chemioterapia.
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