mercoledì, 24 Aprile , 24

Prodi: Draghi al Consiglio europeo? Dipende da lui e da elezioni

Ma ci sono momenti in cui fa piacere una...

IA, SenseTime ferma contrattazioni in borsa Hong Kong

Boom contrattazioni, dopo annuncio nuovo LLM Roma, 24 apr. (askanews)...

Superbonus, Fitch: mette debito-Pil su traiettoria al rialzo

“Ridotti margini Bilancio complicano politiche e tensioni governo” Roma, 24...

Europee, Tajani: Fi oltre il 10% con l’accordo con i Riformatori sardi

Presentato il candidato Michele Cossa Roma, 24 apr. (askanews) –...

Spazi da non perdere, un orto didattico nella Reggia di Caserta

video newsSpazi da non perdere, un orto didattico nella Reggia di Caserta

Nel “quartiere dei Liparoti”

Roma, 31 gen. (askanews) – Nei giardini della Reggia di Caserta, il “quartiere dei Liparoti” è stato recuperato dal progetto Horticultura. I terreni da tempo abbandonati sono stati ripuliti, coltivati e trasformati in un orto didattico museale, di cui i bambini si prendono cura insieme ai “nonni ortolani”, in uno scambio generazionale per scoprire i segreti della terra e tenere puliti gli spazi verdi.Il progetto Horticultura, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile, è arrivato alla Reggia di Caserta nell’aprile del 2020, nel pieno delle restrizioni dovute al Covid19. Una sintonia forte con la Direzione e con il personale della Reggia ha consentito al progetto di costruirsi un po’ per volta, grazie anche all’investimento che il Museo ha voluto dedicare al “quartiere dei Liparoti”, costruito a partire dal 1769 per accogliere i marinai di Lipari adibiti alla cura della flottiglia che stazionava nella Peschiera Grande realizzata poco distante.Horticultura ha dato un contenuto nuovo all’area, ma fedele e coerente con la cornice complessiva. Ad abitarla oggi sono i “Liparotti”, i bambini delle classi che partecipano al progetto, per realizzare e curare l’orto didattico, apprendere le scienze in modo nuovo, scoprire storie e leggende del centro di una delle capitali d’Europa di Settecento e Ottocento. Tutto questo è possibile grazie alla cura delle persone e delle cose, profusa da sei “nonni ortolani”, già abbonati alla Reggia e selezionati con bando pubblico. La loro energia, non più impegnata nel lavoro, la dedicano alla concreta fruibilità di un bene culturale comune, governando l’orto e mantenendolo fruibile, per i bambini e per i visitatori.Oggi l’orto didattico museale della Reggia di Caserta è parte integrante del capolavoro di Luigi Vanvitelli, espressamente citato nel Bilancio Sociale del sito.

Check out our other content

Check out other tags:

Most Popular Articles