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Stati Uniti, pietra tombale su Usaid: “Oggi finisce tutto”

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ROMA – L’amministrazione Trump ha definitivamente chiuso Usaid, l’Agenzia di cooperazione allo sviluppo con cui gli Stati Uniti, a partire dal 1961, ha finanziato e promosso migliaia di programmi di emergenza e sviluppo nel mondo. La mossa è stata anticipata a gennaio, subito dopo l’inizio del secondo mandato di Donald Trump alla presidenza, con il congelamento di fondi e programmi per 90 giorni, a cui poi è seguito il licenziamento di centinaia di funzionari dell’Agenzia. Ora, ciò che resta dei dipendenti e delle funzioni verrà assorbito dal dipartimento di Stato americano, come ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio.

IL PERCHÈ DELLA SCELTA

All’origine di questa svolta nella politica estera della Casa Bianca, Trump ha indicato la necessità di risparmiare fondi pubblici, sostenendo al contempo che i programmi hanno violato a volte i principi e i valori della cultura statunitense. Promotore dell’iniziativa è stato anche il miliardario Elon Musk, fintanto che è stato direttore del dipartimento per l’Efficienza governativa, incarico che ha lasciato lo scorso 29 maggio.

RUBIO: “ONG FINANZIATE DAI CONTRIBUENTI, USAID HA POCO DI CUI VANTARSI”

Ieri, in un post su X, Rubio ha aggiunto: “Oltre ad avere creato un complesso industriale di ong a livello mondiale a spese dei contribuenti, l’Usaid ha ben poco di cui vantarsi dalla fine della Guerra fredda. Oggi finisce tutto”. Il segretario ha evidenziato che i contribuenti americani non “pagheranno più le tasse per finanziare governi falliti in terre lontane”, bensì solo “per promuovere gli interessi degli Stati Uniti, salvare vite, investire negli alleati e promuovere nuove partnership commerciali”. Secondo Rubio, “si contrasterà la Cina e aprirà una nuova era di pace, sicurezza e prosperità guidata dagli Stati Uniti”.

LA STIMA DI THE LANCET: “I TAGLI USA POTREBBERO CAUSARE FINO A 14 MLN DI MORTI”

Gli organismi umanitari, a partire dall’Onu, hanno rivendicato che in questi sei decenni Usaid ha permesso di salvare milioni di vite nel mondo, intervenendo al fianco dei civili nei principali teatri di guerre, conflitti e crisi, e promuovendo progetti di sviluppo che hanno portato benessere e diritti. Secondo uno studio diffuso dalla rivista scientifica The Lancet, i tagli agli aiuti umanitari potrebbero causare fino a 14 milioni di morti entro il 2030.

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