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Stellantis, sindacati al Mimit: “Vogliamo un tavolo nazionale e impegni per 1 milione di auto”

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ROMA – “Abbiamo chiesto alla premier Giorgia Meloni di non fare tavoli regionali, ma un tavolo a Palazzo Chigi perché se la Germania decide di investire 55 miliardi in un anno sul settore dell’automotive, noi non ce la caviamo con qualche incentivo all’acquisto dell’auto”. Lo ha detto Michele De Palma, segretario generale della Fiom, arrivando al Mimit per il tavolo su Stellantis con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. “Siamo a questo tavolo innanzitutto per scongiurare il rischio di dismissione degli impianti italiani, e dall’altro lato perché vogliamo cooperazione col ministero e con l’azienda, e oggi è un giorno di verità: l’azienda dovrà dire se continua il processo di esodo o se ci sono gli investimenti. Questo è il punto fondamentale: senza produzione e senza ricerca e sviluppo non c’è occupazione“, ha aggiunto De Palma.

ULIANO (FIM CISL): “IMPEGNI PRECISI PER ALMENO 1 MLN DI AUTO”

“Abbiamo la necessità di arrivare almeno a un milione di vetture, comprensive anche dei veicoli commerciali. Oggi dobbiamo iniziare con lo stabilimento di Melfi ma proseguiremo con gli altri per verificare le piattaforme dedicate allo stabilimento, i modelli che sono destinati, la scansione temporale. Perché solo così, definendo impegni precisi da parte di Stellantis, riusciremo a comprendere se ci sono le condizioni per la crescita dei volumi è una tenuta del sistema industriale”. Lo ha detto Ferdinando Uliano, segretario di Fim Cisl, arrivando al Mimit per il tavolo su Stellantis con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.

FICCO (UILM): “BENE ECOINCENTIVI ELETTRICO, MA NON BASTANO”

“Il pacchetto di ecoincentivi è un primo passo ma sicuramente ancora insufficiente per la transizione all’elettrico, basta pensare che queste auto costano molto di più a parità di prestazioni. Speriamo che il tavolo di oggi finalmente riesca ad abbandonare delle chimere spesso seguite dall’opinione pubblica ma anche dalla politica. A Melfi il modello da seguire non è il full electric, che sul mercato impiegherà più tempo a imporsi, ma l’hybrid, considerando che i lavoratori con meno tutele sono proprio quelli dell’indotto e si rischia un disastro sociale”. Lo ha detto Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, arrivando al Mimit per il tavolo su Stellantis con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.

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