martedì, 16 Giugno , 26

G7, dossier Iran domina il summit. Trump vede Macron: “Venerdì riapre Hormuz”

(Adnkronos) - L'Hôtel Royal di Évian-les-Bains, che tra...

Guerra in stallo e niente piano B, Trump come Putin? L’analisi

(Adnkronos) - Mentalità del più forte, guerre senza...

Uruguay, polizia perquisisce giocatori… con cani antidroga

(Adnkronos) - Paura per l'Uruguay prima dell'esordio ai...
HomeDall'Italia e dal MondoTari, cosa cambia nel 2025 con introduzione tariffa puntuale

Tari, cosa cambia nel 2025 con introduzione tariffa puntuale

-

(Adnkronos) – La Tari, la tassa sui rifiuti, subisce importanti cambiamenti nel 2025 con l’introduzione della tariffa puntuale, applicata con l’obiettivo di premiare chi produce meno rifiuti indifferenziati. 

 

Acronimo di Tassa rifiuti, rappresenta il tributo locale destinato alla copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Tale tassa è riscossa dai Comuni e viene pagata dai proprietari o detentori di immobili in grado di produrre rifiuti, indipendentemente dall’uso effettivo degli stessi. 

 

Agnese Giardini, collaboratrice di Immobiliare.it, spiega le novità del 2025. Da quest’anno, infatti, i Comuni cominceranno a calcolare l’importo della Tari basandosi sull’effettiva produzione di rifiuti indifferenziati. La tariffa puntuale, che sarà applicata con l’obiettivo di premiare chi produce meno rifiuti indifferenziati. Il nuovo regime è attivo dal 1° gennaio 2025 in alcuni Comuni, come Ravenna e Cervia. In una seconda fase, la nuova Tari sarà estesa a livello nazionale.  

Sono tre le principali novità introdotte quest’anno. 

1) L’importo della Tari non sarà più basato solo sulla superficie dell’immobile e sul numero di occupanti, ma anche sulla quantità effettiva di rifiuti indifferenziati prodotti. Questo sistema mira a incentivare la raccolta differenziata e ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili. 

2) Saranno introdotte nuove tecnologie e strumenti di tracciamento dei rifiuti (esempio tessere elettroniche e cassonetti intelligenti dotati di sistemi di apertura e conteggio tramite tessere personali), per responsabilizzare i cittadini-contribuenti. 

3) Il nuovo calcolo intende premiare chi produce meno rifiuti indifferenziati. 

La Tari, come tutti i tributi locali, è soggetta a prescrizione, così come altre tasse, tra cui l’Imu. La normativa vigente stabilisce che la Tari si prescrive in un termine di 5 anni. Questo significa che, trascorsi 5 anni dal momento in cui il pagamento doveva essere effettuato, il Comune non può più richiedere il pagamento della tassa. 

La prescrizione della Tari inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa avrebbe dovuto essere pagata. Ad esempio, la Tari relativa all’anno 2018 inizia a prescriversi dal 1° gennaio 2019 e va in prescrizione il 1° gennaio 2024 (ma, a causa della sospensione dei termini per 85 giorni a causa del Covid, dal 9 marzo al 31 maggio 2020, questo termine è stato prorogato al 26 marzo 2024). 

La prescrizione può essere interrotta da un atto formale di richiesta di pagamento, come una cartella esattoriale. Quando ciò accade, il termine di prescrizione si azzera e inizia nuovamente dal principio. Per esempio, se il Comune invia una cartella esattoriale nel quarto anno, il termine di prescrizione ricomincia a contare 5 anni da quel momento. In alcuni casi, la prescrizione della Tari può allungarsi. Questo avviene principalmente quando il pagamento è dovuto in seguito a una sentenza giudiziaria. Se il tribunale conferma, anche solo parzialmente, l’obbligo di pagamento della Tari, la prescrizione non è più di 5 anni, ma segue il termine ordinario di 10 anni. 

Le cartelle esattoriali relative alla Tari seguono lo stesso termine di prescrizione della tassa stessa, ovvero 5 anni. Anche queste, come la Tari, possono vedere i termini di prescrizione interrotti da ulteriori notifiche di pagamento. 

Una volta che la Tari è prescritta, il contribuente ha il diritto a non pagare la tassa. Tuttavia, non basta ignorare l’avviso di pagamento: è necessario far valere la prescrizione presentando un’istanza di autotutela per chiedere lo sgravio. Se il Comune non risponde, il contribuente ha 60 giorni di tempo per presentare un ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale. 

POST RECENTI

G7, dossier Iran domina il summit. Trump vede Macron: “Venerdì riapre Hormuz”

(Adnkronos) - L'Hôtel Royal di Évian-les-Bains, che tra le sue mura ha ospitato l'attrice Greta Garbo e lo scrittore Marcel Proust - il quale...

Da screenshot sui social a denuncia Atm, come è nato il caso della chat sessista ‘Ticinese Staff’

(Adnkronos) - La chat ‘Ticinese Staff’, in cui alcuni dipendenti Atm si scambiavano immagini di passeggere prese dai video delle telecamere a bordo dei...

Guerra in stallo e niente piano B, Trump come Putin? L’analisi

(Adnkronos) - Mentalità del più forte, guerre senza piani B per il futuro e rifiuto della sconfitta da parte del 'nemico' considerato più fragile:...

Uruguay, polizia perquisisce giocatori… con cani antidroga

(Adnkronos) - Paura per l'Uruguay prima dell'esordio ai Mondiali 2026. La Nazionale sudamericana affronta l'Arabia Saudita nella prima giornata del girone H della rassegna...
spot_img

POST POPOLARI