domenica, Novembre 27, 2022

Vino, gruppo Cavit fatturato 2021-22 in flessione a 264,8 mln (-2,3%

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Cautela per il futuro a fronte di scenario incerto e crisi mercato globale

Milano, 25 nov. (askanews) – Il fatturato del gruppo vitivinicolo Cavit per l’esercizio 2021-22 si attesta a 264,8 milioni di euro, in flessione del 2,3% rispetto al forte aumento registrato nell’esercizio precedente, quando aveva beneficiato degli effetti della pandemia sulla crescita dei consumi di vino in casa. Il trend, tuttavia, rispetto al periodo pre-covid risulta in crescita costante (+26,3% esercizio 2021/2022 vs esercizio 2019/2020). E’ quanto emerge dal bilancio consolidato, chiuso a maggio 2022, approvato dall’assemblea dei soci del gruppo che comprende il Consorzio Cavit Sc cui fanno capo le società Cesarini Sforza, Casa Girelli e Glv (quest’ultima all’80%) acquisite nel dicembre 2019, oltre che la società tedesca Kessler Sekt & Co KG controllata al 50,1%.

Nel bilancio 2021-2022, il gruppo Cavit ha mantenuto un capitale di esercizio positivo con un patrimonio netto in costante crescita, attualmente vicino ai 110 milioni di euro. A breve distanza dalle recenti acquisizioni di fine 2019, la solidità della posizione finanziaria netta del gruppo è tornata ai livelli pre-acquisizioni e, con un risultato ampiamente positivo, mostra di aver assorbito l’impatto finanziario di tali investimenti (Pfn al 31/05/2022: 39,6 milioni di euro).

In linea con le previsioni di budget, la flessione di fatturato ha riguardato innanzitutto la società Cavit Sc, segnata dal progressivo assestamento post-pandemia (con un ritorno dei consumi fuori casa e una conseguente contrazione di quelli in casa), dal ridimensionamento del balzo in avanti registrato in epoca Covid dal mercato nord Americano e dall’impatto sul bilancio dei primi 5 mesi del 2022 contraddistinti da una grave e generalizzata pressione dei costi.

Per quanto riguarda le consociate di recente acquisizione, nel corso dell’anno è stata perseguita un’opera di razionalizzazione delle attività a favore di una migliore marginalità. In particolare: Casa Girelli, che svolge la propria attività nel settore dell’imbottigliamento e della commercializzazione di vini italiani sui mercati esteri, registra una contenuta contrazione del fatturato, con un risultato operativo condizionato dall’aumento dei costi a fronte di accordi commerciali già definiti prima dell’impennata. Per la commerciale Glv è stata adottata una strategia mirata al riposizionamento e alla valorizzazione delle produzioni di Cantina La-Vis e Cembra Cantina di Montagna. Anche nel caso di Cesarini Sforza, dopo il passaggio della cantina sotto la guida di Cavit, si è provveduto a una razionalizzazione delle attività, accompagnata da investimenti per rafforzare le linee di sboccatura e confezionamento della pregiata linea di spumanti TrentoDoc. Infine, sempre nell’area della spumantistica, la società tedesca Kessler Sekt ha registrato un aumento del fatturato superiore al 25% grazie al recupero del canale Horeca post-pandemia e il crescente innalzamento dell’immagine di marca, salendo a 11,9 milioni di euro.

Per il gruppo Cavit l’export rappresenta a oggi il 76% del volume d’affari, con Stati Uniti e Canada ancora in primo piano come principali Paesi di sbocco, seguiti da una pluralità di mercati di esportazione, tra cui Belgio, Olanda, Svezia, Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Svizzera e Austria, all’insegna di una distribuzione geografica sempre più capillare e attenta a cogliere tutte le opportunità di vendita. Il tutto, anche a parziale compensazione della chiusura del mercato russo e delle difficoltà di quello cinese, oltre che del Regno Unito post Brexit. Ovunque, tanto in Italia che sui mercati internazionali, si è registrato un ribilanciamento delle occasioni e degli stili di consumo come in epoca pre-pandemia che ha restituito al cosiddetto canale on-trade i volumi sottratti nei periodi di chiusura forzata di alberghi, ristoranti e bar. Continua il trend positivo del segmento della spumantistica premium TrentoDoc con Altemasi e con Cesarini Sforza, nella cui cantina è stata portata a regime una linea di sboccatura ad alta tecnologia e a basso impatto ambientale. Ottime performance anche per le altre linee strategiche di Cavit dedicate all’Horeca, come Bottega Vinai e Maso, che sono cresciute per oltre il 40% in fatturato, mentre la linea di vini Mastri Vernacoli e la linea di spumanti Charmat dedicate alla GDO hanno conseguito risultati positivi.

Parallelamente ai due canali distributivi principali, Cavit ha rafforzato anche lo sviluppo del business eCommerce che riesce a crescere non solo rispetto al 2020/2021 (+7%), ma anche rispetto al periodo prepandemico (il CAGR, ovvero il tasso di crescita annuale composto, del periodo 2019-2022 è del +12%).

Gli ultimi 5 mesi dell’esercizio 2021-2022 risentono già della crisi generalizzata sul mercato globale causata dal conflitto Russia-Ucraina e dall’improvvisa impennata dei costi energetici, di logistica e dei materiali di confezionamento. Criticità e difficoltà di approvvigionamento che hanno impattato fortemente la performance di chiusura d’anno del gruppo e che stanno incidendo in modo ancor più rilevante sull’esercizio attualmente in corso, con un incremento generalizzato dei costi, solo parzialmente compensati o compensabili con aumenti di listino. Lo scenario di breve periodo è segnato, come noto, da un pesante clima di incertezza, con un’inflazione diffusa e la conseguente riduzione del potere di acquisto dei consumatori. Segnali di crisi che fanno temere una recessione con prevedibili conseguenze sui consumi e sugli investimenti, e che rendono particolarmente complessa e difficile la previsione dell’andamento della gestione dell’esercizio in corso.

“Ci prepariamo a un paio d’anni impegnativi per la difficile congiuntura macro-economica – commenta in una nota il direttore generale del gruppo Cavit, Enrico Zanoni – Tuttavia, la solidità dei “fondamentali” di Cavit e linee guida strategiche coerenti con l’evoluzione in atto ci fanno guardare al futuro con cautela, ma anche con realistico ottimismo, fiduciosi nel percorso di creazione di valore nel medio-lungo periodo”.

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